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L'universo subnucleare è stato dischiuso alla nostra conoscenza dai raggi cosmici, e dal loro studio si son potute individuare le prime proprietà ed i problemi del nuovo livello della realtà fisica. Ma i raggi cosmici permisero solo un'esplorazione sommaria, sguardi furtivi su una realtà estremamente complessa.Un'indagine adeguata delle strutture subnucleari richiede un esame dettagliato dei fenomeni e delle forme materiali fondamentali, in una grande varietà di condizioni prefissate e con un'alta frequenza di osservazione: solo acceleratori artificiali di particelle producono fasci delle sonde volute con la necessaria intensità e con caratteristiche ben determinate. La ricerca subnucleare ha bisogno di acceleratori di energia sempre più elevata sia per ottenere delle sonde in grado di esaminare dettagli sempre più fini, sia per produrre concentrazioni di energia sufficienti perché avvengano i processi voluti e per materializzare l'energia in nuove forme materialiAcceleratori lineari e circolari, piccoli o grandissimi, per materia o per antimateria. Idee geniali, tecnologie innovative e duro lavoro hanno prodotto una moltitudine di soluzioni diverse.L'INFN e in particolare i Laboratori Nazionali di Frascati sono stati protagonisti e continuano ad esserlo nello sviluppo di nuove macchine acceleratrici.
Presso i Laboratori Nazionali di Frascati, a partire dalla meta' degli anni '50 con la realizzazione di un Elettrosincrotrone, si sono concentrate le competenze italiane di fisica degli acceleratori e nel 1960, con la realizzazione dell'anello di accumulazione AdA, si e' posta una delle pietre miliari nella storia della fisica subnucleare, segnando l'inizio di una nuova fase di ricerche che e' stata e rimane una delle piu' fruttuose per ampliare e consolidare la nostra conoscenza delle strutture ultime della natura: le ricerche basate sugli urti di materia ed antimateria. ADONE negli anni '70 e DAFNE, attualmente in funzione ai LNF, rappresentano quella che e' stata chiamata "via italiana alla fisica subnucleare". La luce di sincrotrone, come viene chiamata la radiazione elettromagnetica emessa dai fasci di elettroni orbitanti in un anello di accumulazione, è attualmente uno dei più preziosi strumenti d'indagine in vasti settori della fisica, chimica, biologia e nel campo delle applicazioni tecnologiche più avanzate.La ricerca con luce di sincrotrone è per sua natura un punto focale dell'accoppiamento fra ricerca fondamentale e mondo industriale e produttivo, indispensabile per garantire il processo di innovazione tecnologica. Infatti gli acceleratori di particelle sono “al lavoro” negli ospedali, nelle industrie, tra chi si occupa di beni culturali, e raggiungono svariati settori , dall’elettronica, allo studio della struttura delle proteine e lo sviluppo di materiali innovativi.Gli acceleratori nel mondo sono oltre 15.000, ma nei laboratori di ricerca ce ne sono appena un centinaio!
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