STAGES PER STUDENTI DI SCUOLA SECONDARIA
DI SECONDO GRADO
www.lnf.infn.it/edu/stagelnf/

STAGES INVERNALI 2009
2 febbraio - 20 maggio


 
LAURA FABIETTI


Laura Fabietti insegna presso la facoltà di fisica dell'Università di Monaco. Ha partecipato a numerosi progetti in Italia e attualmente conduce un gruppo di ricerca che si occupa dell'interazione del kaone con nuclei singoli e materia nucleare


Questa è l'intervista a Laura Fabietti, la quale tramite e-mail ci ha parlato di sè e del suo lavoro.

Mi chiamo Laura Fabietti, ho 34 anni e sono italiana. Da 10 anni vivo a Monaco, in Baviera, e insegno all’università tecnica di Monaco nella Facoltà di Fisica. Sono a capo di un gruppo di ricerca di 6 persone e insieme a loro realizzo numerosi esperimenti, principalmente GSI, dove è possibile accelerare pioni/mesoni pi, protoni e ioni pesanti e farli scontrare su targhette fisse.
La nostra ricerca è volta a rispondere alla domanda: “come interagiscono i quark “strani” con il resto della materia?”.

D: Come e perché ha deciso di studiare fisica e qual è il ricordo più bello della sua vita da studente?

L’ho deciso durante il quarto anno di scuola superiore, durante una conferenza in laboratorio riguardante la propagazione delle onde nell’acqua. Trovai così eccitante vedere come la matematica potesse corrispondere alle realtà e quanto la fisica possa spiegare tutto, che pensai che mi sarebbe piaciuto diventare un fisico.
Durante gli studi universitari, uno dei momenti più emozionanti è stato sicuramente la prima volta in cui ho preso parte ad un turno di notte di misure nel laboratorio di Catania (LNS).

D: Quali difficoltà ha dovuto affrontare nella sua carriera e qual è stato l’episodio più entusiasmante?

Ho dovuto lavorare davvero molto e imparare a confrontarmi con molte questioni tecniche/burocratiche e dettagli “noiosi”, che non sono sempre direttamente connessi con la fisica.
Il momento più eccitante è stato l’anno scorso, quando, insieme a due miei studenti, abbiamo testato per la prima volta il sistema trigger che avevamo costruito negli ultimi due anni, realizzando più o meno tutto da soli.

D: Su cosa sta lavorando attualmente?

Sono a capo di un gruppo di 6 persone nell’università di Monaco e conduciamo esperimenti finalizzati principalmente allo studio dell’interazione del kaone con singoli nuclei e materia nucleare.
Facciamo uso di diverse tecniche sperimentali, facendo scontrare raggi di protoni, pioni o ioni pesanti su diverse targhette.

D: Quale crede possa essere la prossima scoperta in fisica?

L’esistenza della materia oscura oppure il bosone di Higgs.

D: Quale ritiene sia stata la scoperta più grande in fisica e qual è il suo scienziato preferito?

Personalmente, la scoperta che preferisco è il fatto che protoni e neutroni sono composti di quark, attraverso una diffusione fortemente inelastica e con misurazioni del fattore fmr.
Il mio fisico preferito: Richard Feymann.
Il mio secondo fisico preferito: Hayano Ryugo.

D: Quanto è importante la collaborazione nella ricerca scientifica anche tra nazioni diverse?

La collaborazione è molto importante, specialmente per i fisici sperimentali, poiché macchine e rivelatori sono sofisticati e hanno bisogno di molta manodopera per la manutenzione e lo sviluppo.
D’altro canto il grado di complessità della maggior parte dei problemi di fisica di cui ci occupiamo, richiede anche una intensa collaborazione tra numerosi scienziati. È di particolare importanza che fisici teorici e sperimentali parlino fra loro…

D: Come si definisce uno scienziato e in che modo talento, intuizione e studio influiscono nella sua professione?

Uno scienziato è una persona che ha imparato il linguaggio matematico necessario a districare i fenomeni naturali e a capire la loro evoluzione. Basandosi su questa conoscenza lo scienziato può sviluppare un potere "predittivo", per portare avanti ipotesi sull’origine di numerosi fenomeni sconosciuti. Queste ipotesi devono essere poi confermate dall’evidenza sperimentale.
Intuizione e studio sono entrambi ingredienti molto importanti nella “ricetta” scientifica, laddove  ogni scienziato ha la propria personalità e il proprio stile  nel perseguire i suoi obiettivi. Ci sono persone molto sistematiche e altre a cui le idee sovvengono in maniera più caotica. In entrambi i casi bisogna studiare veramente molto per essere un bravo scienziato!

D: Quali sono i suoi hobbies e passioni e quale libro ci consiglia di leggere?

Mi piace molto leggere letteratura e fare sport, cucinare e uscire per un drink.
Come letture di fisica suggerirei “I primi tre minuti” di Steven Weinberg e “Il quark e il giaguaro” di Murray Gell-Mann.

D: Come vede il futuro della ricerca in questo periodo di crisi economica mondiale?

La ricerca è fondamentale per garantire il progresso, anche nell’industria.
Molte delle innovazioni scientifiche sono risultati derivati dal lavoro di ricerca fatto nelle università e nei centri di ricerca. Per di più la scienza esporta manodopera di alto livello competente e creativa, e ciò è essenziale per il futuro economico di ciascun Paese.