STAGES PER STUDENTI DI SCUOLA SECONDARIA
DI SECONDO GRADO
www.lnf.infn.it/edu/stagelnf/

STAGES INVERNALI 2009
2 febbraio - 20 maggio


 
A.P. BALACHANDRAN

A.P. Balachandran è professore Joel Dorman Steele alla Syracuse University (USA). Al momento sta lavorando sulla natura dello spazio-tempo a distanze molto ridotte.


Questa è l'intervista al professore A.P. Balachandran, il quale tramite e-mail ci ha parlato di sè e del suo lavoro.

Sono nato nello Stato di Kerala, in India e i miei studi, sino alla laurea, si sono svolti interamente in India. Ho ottenuto il mio Ph.D. all’Università di Madras. In seguito, nel 1962, sono andato all’Università di Vienna a lavorare con il prof. Thirring. Ho partecipato al primo meeting di Trieste organizzato dal prof. Abdus Salam. Da Vienna sono poi andato all’Università di Chicago per uno studio post-dottorato e in seguito, nel 1964, ho collaborato con la facoltà dell’Università di Syracuse. Attualmente sono docente (Joel Dorman Steele) di fisica in questa università. Ho lavorato in molti paesi da quando ho iniziato la mia esperienza a Syracuse. In particolare i miei rapporti con l’India e le sue istituzioni sono molto intensi.

D: Come e perché ha deciso di studiare fisica e qual è il ricordo più bello della sua vita da studente?

Quando ero studente in India volevo essere un matematico puro. Ma il lavoro in questo campo era poco, così quando mi si presentò l’opportunità di studiare fisica teorica, convinsi i miei genitori a permettermi di seguirla, con il patto che, dopo aver conseguito il master, avrei sostenuto gli esami per entrare nel Servizio Amministrativo Indiano. Noi pensavamo che la fisica fosse una buona preparazione per quest’esame. In realtà non l'ho mai sostenuto ed ho continuato gli studi di fisica. I miei anni migliori furono alla scuola superiore e al college, quando mi resi conto che potevo risolvere complessi problemi di matematica e fisica tramite una profonda riflessione. Scoprii che pensare era molto piacevole.

D: Quali difficoltà ha dovuto affrontare nella sua carriera e qual è stato l’episodio più entusiasmante?

Ci furono difficoltà nei primi anni quando in India, come risultato del colonialismo inglese, c’erano pochi posti di lavoro nel campo della scienza e questo rendeva rischioso scgliere una carriera accademica. L'episodio più emozionante fu quando imparai il cosiddetto “principio di Gauge”. Ne rimasi sorpreso. Ora, naturalmente, esso permea tutti i fondamenti della fisica.

D: Su cosa sta lavorando attualmente?

Attualmente sto lavorando con alcuni colleghi sulla natura dello spazio-tempo a distanze piccolissime (10^{-32}cm} per verificare i suoi effetti su ciò che è chiamato il “principio di Pauli” che è alla base di gran parte della chimica e di altri principi.

D: Quale crede possa essere la prossima scoperta in fisica?

Non saprei quale possa essere la prossima scoperta più importante in fisica. Potrebbe essere l’identificazione della materia oscura che permea lo spazio ma che non può essere direttamente osservata (essa non emette radiazioni e quindi risulta scura).

D: Quale ritiene sia stata la scoperta più grande in fisica e qual è il suo scienziato preferito?

Certamente la più importante scoperta mai fatta è la Legge di Gravitazione Universale di Newton. Parlando di tempi più vicini, sono stato molto colpito dal lavoro di Dirac per la sua fantasia e originalità.

D: Quanto è importante la collaborazione nella ricerca scientifica anche tra nazioni diverse?

La collaborazione nella ricerca scientifica è molto importante. Profonde idee nascono spesso in questa maniera. Per avere rapidi processi è ugualmente importante diffondere il più possibile la conoscenza e avere la collaborazione tra diversi paesi. Inoltre incoraggia la formazione di uno spirito di solidarietà almeno tra gli scienziati di vari paesi.

D: Come si definisce uno scienziato e in che modo talento, intuizione e studio influiscono nella sua professione?

Suppongo che uno scienziato sia una persona con una grande attenzione alla realtà e abbia interessi a comprenderla in termini materialistici. Il processo della scoperta scientifica, come ogni azione creativa, è assai complesso. Tutti i fattori elencati giocano un ruolo. C’è un eccellente articolo del grande matematico Poincaré su come scoprì il risultato di un problema assai complesso: è molto istruttivo.

D: Quali sono i suoi hobbies e passioni e quale libro ci consiglia di leggere?

Mi piace la musica carnatica dell’India e la letteratura di molte lingue. Ci sono molti libri di divulgazione di autori come Brian Green, Stephen Hawking e Steven Weinberg. Suggerirei ad un giovane di sfogliarli e leggere ciò che può comprendere.

D: Come vede il futuro della ricerca in questo periodo di crisi economica mondiale?

Nessuna idea al riguardo. Non immagino quello che il mondo potrà essere quando la crisi sarà suparata.